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Era rimasta sulla mensola della vetrinetta d’antiquariato per anni.
Chi l’aveva custodita non vedeva una piuma.
Vedeva legami immateriali, immagini e valori.
A seconda dei casi una piuma può diventare “quella volta”, “quella persona”, “quell’idea”, “quel progetto da realizzare”.

Un giorno, non per caso, non per distrazione, una mano consapevole aprì la vetrinetta, sfiorò la piuma e la sollevò spingendola fuori dalla finestra aperta.
Per un istante rimase sospesa tra dentro e fuori: con un soffio venne lasciata andare.
Non fu una perdita ma una scelta.
Mentre l’aria la prendeva e la portava via, oscillando tra caduta e volo, qualcosa diventava chiaro: quella piuma non era mai stata il legame.
Era solo la forma in cui il legame si era posato.

Le persone, le idee, gli affetti, non vivono negli oggetti, né nei gesti.
Vivono nella mente, nei significati che continuiamo a dare loro anche quando tutto il resto cambia forma o scompare.

La piuma sparì eppure, ciò che aveva rappresentato, non si mosse di un millimetro.
Restava lì, invisibile ma intatto, nella mente di chi l’aveva lasciata andare.
Perché lasciar andare non è dimenticare.
È riconoscere che ciò che conta davvero non può essere portato via da niente.

La finestra rimase aperta come atto di fiducia: perché i legami veri non hanno bisogno di restare fermi per continuare a esistere.

Photo by Mara Triplete Bonazzi

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