Esiste una pigrizia che non è rinuncia ma respiro.
Nasce dalla capacità di interrompere, anche solo per un istante, il ritmo incessante della vita quotidiana.
È una lieve atmosfera, come la nebbia del mattino sui campi che non cancella il paesaggio, ma lo rende più morbido, più contemplabile.
Questa sana pigrizia rappresenta uno spazio di rigenerazione, in cui la mente smette di rincorrere obiettivi e recupera il piacere della semplice presenza.
Ricorda che la Persona non è soltanto ciò che realizza, ma anche ciò che osserva, immagina e custodisce nel silenzio.
Oggi, concedersi il lusso di non fare, per qualche istante, è un gesto di equilibrio.
La sana pigrizia non rallenta la vita: le restituisce profondità.
Ogni tanto è necessario lasciare che una quieta indolenza si posi sui nostri giorni perché è un modo gentile di sottrarsi all’obbligo di essere sempre utili, sempre presenti, sempre in corsa.
Photo by Mara Triplete Bonazzi


One response
Si. Una sana pigrizia è anche difficile da raggiungere.
Travolti a volte dal fare incessante, la mente non si spegne mai.
Occorre recuperare la pausa, il silenzio.
Anche un libro non aperto a volte ci aiuta a sospendere il frullio che ci invade.