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Il celebre architetto e designer viveva fotografando il mondo con la sua Leica.
1.200 scatti realizzati tra il 1976 e il 2007 e oggi, esposti per la prima volta fianco a fianco, costruiscono una “Mise en scène”, una messa in scena vivida e spontanea nella quale pubblico e privato si intersecano.

Le distese di sabbia dell’Arizona o dell’Algeria, gli atolli della Polinesia Francese, Kyoto, Delhi, Chennai, Palm Springs, Gerusalemme, Giava, Kuala Lumpur, Doha, l’Iran, lo Yemen, le rive del Mississippi, Antibes, Filicudi. Oliviero Toscani, Frank Gehry, Romeo Gigli, Fran Leibovitz, Helmut Newton, Stefano Casiraghi e Carolina di Monaco, Mick Jagger.
Ci sono tantissimi luoghi e quasi altrettanti volti, noti e immediatamente riconoscibili oppure anonimi, fissati nell’espressione di un istante, nelle 1.200 fotografie in bianco e nero e a colori scattate da Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917 – Milano, 2007) in giro per il mondo nell’arco di circa trent’anni e riunite in una mostra-tributo alla Triennale di Milano che rimarrà aperta fino al 15 Febbraio 2026.

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