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C’è qualcosa di particolarmente suggestivo nell’immagine di un ritratto che vive e attraversa le case insieme a una famiglia.
In un dialogo ipotetico, tra una Bisnonna e una Nipote, si rintraccia non solo la memoria familiare ma anche quella parte di saggezza che emerge quando si osserva la vita da una prospettiva più ampia.

Nipote: Eccoci di nuovo, Bis.
Un’altra casa, un’altra stanza e tu, sempre appesa a una parete diversa.
Ritratto della Bisnonna : Sono io a cambiare parete o sei tu a cambiare orizzonti?
Nipote: Forse entrambe le cose.
Ogni trasloco è trattenere a sè ciò che è imperdibile e lasciare indietro qualcosa.
Ritratto: La mente ama credere che l’identità sia custodita nei luoghi.
Ma dimmi: le tue gioie sono rimaste nelle case che hai lasciato?
Nipote: No. Le porto con me.
Anche i dolori, a dire il vero.
Ritratto: Allora le case sono contenitori, non radici.
Nipote: Eppure ho bisogno di sentirmi stabile. Mi inquieta ricominciare.
Ritratto: La stabilità è una curiosa invenzione umana.
La cercate fuori di voi, mentre nasce soprattutto dal modo in cui date significato ai cambiamenti.
Nipote: Facile da dire per un ritratto. Tu non devi fare scatoloni.
Ritratto: No, ma sono sopravvissuta a generazioni di mani, corridoi, soffitte e salotti.
Ho imparato che ciò che viene custodito non è il luogo, ma il legame.
Nipote: Quindi non dovrei avere paura di lasciare questa casa?
Ritratto: La paura è naturale. Ogni addio assomiglia a una perdita ma ogni partenza ricorda che nulla ci appartiene davvero.
Nipote: Nemmeno una casa?
Ritratto: Nemmeno una casa. Ma appartengono a te le storie che hai vissuto al suo interno. Quelle nessun trasloco le imballa.
Nipote: Allora forse non sto trasportando soltanto mobili.
Ritratto: No. Stai trasportando una versione di te stessa verso il prossimo traguardo.
Nipote: E tu mi seguirai?
Ritratto: Certo. Dopotutto, anche i ricordi hanno bisogno di cambiare indirizzo ogni tanto.

Photo by Me.
Special Guest: bisnonna Ernesta Urabez, 1907 (particolare di ritratto a figura intera).

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One response

  1. Questo colloquio all’apparenza leggero eppure cosi’ profondo mi induce a pensare.
    La nostra identità è costituita da ricordi ed esperienze.
    Ma i ricordi sono legati a luoghi, a fatti, a sensazioni, a profumi.
    E il legame tra tutte queste entità, quello… quello non svanisce mai.

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