Con la fine di queste lezioni si chiude un percorso condiviso che, come spesso accade, ha messo in dialogo mondi diversi.
Mondi che si sono incontrati e scontrati.
Si sono cercati, talvolta fraintesi ma, si spera, arricchiti a vicenda.
Perché ogni incontro autentico porta con sé inevitabilmente un piccolo urto: l’urto dell’idea inattesa, della domanda che sposta l’asse, del dubbio che incrina un pensiero comodo.
E proprio in questo spazio di attrito nasce la crescita.
Potremmo dire che abbiamo attraversato insieme un processo di co-costruzione.
Ognuno di noi è arrivato con un proprio sistema di significati e ne è uscito con un altro, leggermente diverso.
Nessuno è rimasto identico a sè stesso, nemmeno io.
Perché il lavoro educativo consiste nell’aprire passaggi interiori.
Ho provato anche a condurvi nel paradosso in cui risiede il valore più grande dell’università, che non è un luogo in cui si impara cosa pensare ma in cui si impara a pensare, a interrogarsi, a dare forma alla propria presenza nel mondo.
Se il corso ha lasciato in voi anche solo una domanda in più, una piccola ferita del pensiero, allora ha realizzato il suo compito.
Vi auguro che ciò che abbiamo condiviso continui a risuonare, magari in modi inattesi, nei vostri futuri percorsi.
Con la speranza di avervi offerto momenti di reale apertura mentale e inquieta curiosità.
La vostra docente di Psicologia Generale.
Photo by Mara Triplete Bonazzi


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