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Ci sono momenti in cui il silenzio diventa più sincero di qualsiasi compagnia.
Come un pesce che, contro ogni istinto, abbandona la scia, talvolta, si sente la necessità di allontanarsi.

Ogni branco promette sicurezza, ma chiede in cambio una parte della nostra libertà.
Per questo esiste un momento in cui la mente avverte il bisogno di deviare dalla rotta comune.
È un atto di fedeltà verso se stessi perché il pensiero autentico raramente nasce nel rumore del consenso ma ha bisogno del silenzio, della distanza e persino dell’incertezza.
Solo chi accetta di rimanere solo può interrogarsi senza l’eco delle opinioni altrui.

Non è una rinuncia al mondo, ma un ritorno all’essenziale.
È il tentativo di sottrarsi alla corrente che trascina tutti nella stessa direzione, per scoprire quale sia quella da prendere.
Solo uscendo dal flusso comune si scopre se si sta davvero nuotando per scelta o semplicemente per abitudine.
Forse il coraggio più grande non è restare sempre insieme agli altri, ma accettare di attraversare, almeno per un tratto, il mare da soli.

Photo by Mara Triplete Bonazzi

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