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Nel Settecento, prima che le vacanze diventassero un’abitudine di massa, i giovani aristocratici europei attraversavano l’Italia per studio e diletto.
Si trattava del Grand Tour, un vero e proprio percorso culturale che trasformò Roma, Napoli, Venezia e Firenze in tappe obbligate per chi aspirava a diventare un perfetto colto gentiluomo: musei a cielo aperto, rovine antiche, incontri con artisti e antiquari e, soprattutto, il desiderio di portare a casa un frammento di classicità attraverso vedute, disegni, sculture e souvenir preziosi.
Così, a quasi tre secoli di distanza, il Museo Poldi Pezzoli di Milano dedica a quell’epoca di viaggi una mostra che pone in dialogo pittura, archeologia, cinema e collezionismo: Meraviglie del Grand Tour, al pubblico dal 30 gennaio al 4 maggio 2026, nasce in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York e rientra nella rassegna di appuntamenti culturali dell’Olimpiade Invernale Milano Cortina 2026.

Presente anche il cortometraggio originale di Ferzan Ozpetek, che interpreta l’idea del viaggio come esperienza emotiva, fatta di rivelazioni, luci improvvise e risvegli interiori.
Il film prende avvio dalla luce del Pantheon che accarezza il volto di una donna e si amplia verso una riflessione poetica sul potere dell’arte di sorprendere e commuovere.

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