Il libro smette di essere solo un oggetto culturale e diventa “accessorio di tendenza”?
I book club, fisici e digitali, stanno ridefinendo il modo di leggere in Italia.
Secondo S.T.O.R.I.E., la prima ricerca nazionale sui gruppi di lettura, circa 300mila italiani partecipano a queste iniziative, con 1.253 realtà attive censite: in pratica una persona su 200 prende parte a un book club.
Oltre a offrire momenti di confronto e piacere nella lettura, questi gruppi trasformano il libro in esperienza collettiva, favorendo la costruzione di comunità spesso intergenerazionali e valorizzando i luoghi che li ospitano.
Partecipare a un club del libro non significa quindi solo condividere pensieri sulle pagine lette, ma creare connessioni.
In un contesto dominato da velocità e distrazioni, il libro riconquista la sua centralità adattandosi ai nuovi linguaggi della contemporaneità.
La seconda edizione del Miu Miu Literary Club, organizzata durante la Milano Design Week al Circolo Filologico Milanese, rappresenta un esempio concreto di questa trasformazione.
L’evento ha proposto tavole rotonde, letture ad alta voce e performance musicali a partire da due testi: Gli inseparabili di Simone de Beauvoir e Gli anni dell’attesa di Fumiko Enchi.
La programmazione, curata da Olga Campofreda in dialogo diretto con la Casa di Moda, ha messo al centro temi legati alla formazione, al desiderio e alla costruzione dell’identità femminile.
Prada non si è limitata a sponsorizzare l’iniziativa, ma ha agito come soggetto editoriale, scegliendo testi, autrici e format dell’incontro.


No responses yet