Svuotare un solaio non è un gesto neutro.
È una discesa nella memoria, un confronto silenzioso con le stratificazioni di ciò che siamo stati.
Ogni oggetto sollevato oppone una resistenza che non è solo fisica ma affettiva.
La loro superficie è coperta di polvere ma anche dalle sensazioni e dai ricordi che noi vi abbiamo lasciato addosso.
Tra i tanti oggetti ce ne può essere uno, apparentemente insignificante, che hai salutato con uno sguardo.
Un sacchetto con degli abiti da lavoro.
Erano di chi ha riempito di impegno, dedizione, precisione e cura, giornate di lavoro.
Solo per te.
Averlo ancora appoggiato ad una mensola ti dava l’idea di sfiorare una presenza-assente ma che continuava a vivere in quei dettagli silenziosi.
La sua mancanza, ora, pesa
più di prima.
Ti ricorda quanto sia importante recidere i legami con un gesto, un rituale, una parola, perché ogni distacco merita attenzione.
Forse svuotare un solaio è anche questo: imparare che lasciare andare è un atto di consapevolezza.
Gli oggetti, nel loro mutismo, custodiscono una verità scomoda e non siamo mai del tutto pronti a separarci da ciò che, in qualche modo, ci ha abitati.
Photo by Mara Triplete Bonazzi


2 Responses
Carissima
riesci sempre a interpretare con parole delicate e profonde i sentimenti e i pensieri che tutti almeno una volta abbiamo provato, ma che non riusciamo ad esprimere. Grazie per dare voce alle nostre emozioni
Un argomento per me attualissimo.
Queste considerazioni, pensate, ripensate, fortemente dentro di me, si scontrano con animi forse piu’ concreti, meno nostalgici.
Eppure vorrei che alcuni ricordi forti, se pur legati ad oggetti che dobbiamo controforza eliminare, rimangano per sempre nei nostri cuori.