La mia storia può, al massimo, essere un racconto episodico, una catena di atti nomadi legati a un susseguirsi di riflessioni, esperienze e ricordi che sono stati in grado di rendere dignitosamente memorabili alcuni momenti della mia vita.
Nelle ultime settimane ce ne sono stati alcuni su cui mi è piaciuto riflettere: pochi, essenziali ma belli, persino sorprendenti.
Come intraprendere dialoghi con le tante forme dell’Amore o con l’Altro. Perché interrogarsi sulla nostra natura umana significa indagare sulla capacità di farci involucro, corpo, con tutto ciò che questo comporta.
Confidenze e intimità ma anche piacere e dolore, passione, sensualità e romantiche incoerenze.
O come dover rispondere ad alcune domande, inaspettate: “ma Lei è buddhista?”.
No, ma cerco e sono in continuo dialogo con il Dubbio.
Un elegante agnosticismo metodologico che, è probabile, traspare tra le mille parole dette.
Ciò significa che non cerco alcun “mea culpa” ma pratico l’esercizio di un’etica nomade che può essere assoluta anche senza Dio.
Oppure quando ti percepisci attentamente osservata da uno sguardo anziano e poi ti senti dire: “Hai gli occhi come tuo Padre…”.
Lì comprendi che, a differenza sua, tu non lascerai un signum biologico così riconoscibile.
Ma sei consapevole che lo Spirito libero, spesso, è donna e la sua scelta di non maternità è essa stessa un modo di vivere la maternità.
Ci vuole una grande saggezza e sapienza per gustare appieno la temerarietà di certe decisioni e non dimenticare che scandalizzare è un dolce piacere.
Infine, quando ti chiedono dei tuoi progetti per quell’invenzione che è il Tempo.
Tu rispondi che, faticosamente, ma con tenacia, lo prossima non sarà una semplice Resistenza provocatoria.
Nel Futuro, quello “vicino”, vuoi continuare a essere una Bushi.
Photo by Mara Triplete Bonazzi


2 Responses
Bellissimo post dai contenuti “intriganti” e come sempre provocatori.
Una domanda mi sorge spontanea: perché una Bushi e non un’Amazzone?
Perché richiamarsi ai guerrieri uomini giapponesi, anziché a figure femminili ancorché mitologiche?
Carissima, perché mi ha affascinata questa figura che ho idealmente letta come ponte tra un’Etica del passato e una del presente.
Pensieri da Aragosta, come lei sa…