La superficie, nell’opera di Elena El Asmar(Firenze, 1978), è il luogo di una sedimentazione: vi confluiscono memorie di oggetti, suggestioni paesaggistiche, motivi ornamentali che la lavorazione dei materiali riconduce a una comune sensibilità pittorica.
La personale “Immagine immaginaria immaginata”, da Assab One a Milano, ne restituisce la continuità attraverso un allestimento nel quale ogni variazione di scala comporta un diverso modo di osservare.

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