Conoscere il proprio corpo significa imparare un linguaggio silenzioso ma costante.
Prima ancora delle parole, il corpo parla attraverso piccoli segnali: una stanchezza che ritorna, una tensione improvvisa, un respiro che si accorcia.
Ascoltarli è un atto di presenza: vuol dire abitare davvero sè stessi e accoglierli è una forma di cura e di rispetto.
I piccoli segnali corporei sono spesso l’eco di ciò che accade dentro di noi. Emozioni non riconosciute trovano nel corpo una via di espressione più immediata e sincera.
Imparare a notarli significa essere consapevoli.
Saper conoscere il proprio corpo è un esercizio di equilibrio.
È l’arte di cogliere il senso delle piccole cose prima che diventino grandi e trasformare l’attenzione in saggezza quotidiana.
“Quando, nelle prime mattine di freddo, una nuvoletta bianca ci esce dalle labbra, è la prova che siamo vivi.
La prova che il nostro corpo è caldo. L’aria fredda, risucchiata nel buio dei polmoni e riscaldata dalla temperatura corporea, si trasforma in vapore bianco.
È il miracolo della nostra vita che si diffonde nell’aria sotto forma di un emanazione biancastra, perfettamente visibile”.
(Han Kang, “Il libro bianco”).
Photo by Mara Triplete Bonazzi


One response
La nostra mente ci parla attraverso il nostro corpo.
Quando non vogliamo ammettere di avere pensieri “pesanti”, quando vorremmo solo cacciarli dalla nostra mente, ecco che il corpo ci manda i suoi segnali ed è vero: occorre imparare ad ascoltarli. Trovo che il pilates fatto secondo le più rigide regole, aiuti davvero tanto nell’imparare a conoscere il nostro corpo, ad ascoltarlo, a prenderne pian piano possesso.