Progettare è un atto di consapevolezza prima ancora che di volontà.
È scegliere una direzione anche se incerta, è sapere che, pur non controllando tutto, comunque, possiamo mantenere l’equilibrio e l’orientamento.
Navigare alto non significa fuggire dalla realtà bensì guardarla da una quota diversa.
Così gli errori diventano rotta, il dubbio smette di essere un freno e si fa bussola.
Si impara a tollerare l’incertezza senza rinunciare al desiderio.
Si sceglie di vivere secondo un senso e non secondo l’inerzia.
Navigare alto è questo: non aspettare acque perfette, ma decidere di avanzare con ciò che si è oggi.
Perché i progetti non chiedono garanzie, chiedono energie.
E il coraggio, spesso, nasce proprio quando si decide di sollevare lo sguardo e si dice: “è ora di cambiare e di partire”.
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