Aveva tra le mani un mala e toccava lentamente le perle con le dita.
Una dopo l’altra, come i giorni, come i pensieri, come i progetti.
Un filo sottile le teneva tutte insieme, dando loro un ordine, un senso.
Poi, improvvisamente il filo si spezzò.
Non ci fu alcun avvertimento, nessun rumore abbastanza forte da presagirlo, soltanto un piccolo “tic”, quasi impercettibile.
Le perle rotolarono a terra in ogni direzione.
Rimase a guardarle, sorpresa.
In un attimo, ciò che sembrava intero era diventato frammento.
E pensò che anche la vita è proprio così.
A volte ci si spezza: un amore, una perdita, una delusione, un cambiamento possono far rotolare lontano parti di noi che credevamo saldamente al loro posto.
Ci hanno insegnato a essere forti come se cioè significasse non spezzarsi mai ma, forse, la vera forza è un’altra: è avere il coraggio di raccogliere ciò che è caduto senza pretendere di rimetterlo esattamente com’era prima.
Guardando quelle piccole sfere colorate si accorse di qualcosa: il filo era rotto, non le perle.
Forse anche noi, quando ci spezziamo, non siamo davvero “rotti” ma abbiamo perso, per un po’, la forma che ci teneva insieme.
Raccolse lentamente le perle, una ad una.
Non per tornare a essere quella di prima ma per imparare a ricomporsi in un modo nuovo.
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